La storia della società Filarmonica di Trento

di Federico Duca

Servizio fotografico di Anna Valentini, 2021

Conosciamo oggi la Società Filarmonica sicuramente per il suo splendido palazzo in via Giuseppe Verdi. Sin dal secolo scorso, la Società Filarmonica di Trento si adoperava per ottenere una sede, funzionale sia all’allestimento dei concerti che alle esigenze della Scuola musicale. Sul finire del secolo però la disponibilità di spazi divenne una necessità: il Comune di Trento con dei provvedimenti inibì l’uso della sala municipale per gli spettacoli concertistici e chiuse il Liceo musicale. Il Comune infatti preferì investire risorse nello spettacolo d’opera del Teatro e nei fuochi d’artificio delle feste vigiliane anziché nella sovvenzione al liceo musicale. Con quale motivazione? A detta dell’Assemblea “l’incremento del commercio della città con grande concorso dei forestieri” era dato solo dal Teatro e dalle manifestazioni vigiliane. L’allora presidente della Filarmonica, Carlo Chiappani, reagì immediatamente avviando le trattative per la costruzione di un apposito edificio, identificandone la dislocazione in un terreno comunale in via Alessandro Vittoria (ora via Verdi).


Del progetto venne incaricato l’architetto trentino Emilio Paor (1863 – 1935), esponente della corrente storicista, di indirizzo neo-rinascimentale. Per citare solo alcune delle sue opere a Trento: gli ex bagni pubblici di piazza Garzetti, l’ex-cinema Manzoni (ora sala Manzoni della Biblioteca), la Camera di Commercio e la chiesa del Santissimo e il restauro e rifacimento della facciata della chiesa di Santa Maria Maggiore. L’edificio che ospita tutt’oggi la Filarmonica fu portato a termine in un anno, e inaugurato con un concerto il 30 maggio 1905. All’incirca metà del costo dell’intera operazione venne coperto da una sottoscrizione privata aperta ai cittadini, il disavanzo venne colmato con un mutuo bancario. Con la costruzione della palazzina la Società Filarmonica pose le basi per un suo effettivo rafforzamento istituzionale, grazie al quale, ancora oggi vive.


Sin dalla sua fondazione (1795) è stata il punto di riferimento di tutta l’attività musicale cittadina, facendosi carico della nascita e dello sviluppo dell’orchestra cittadina, della banda civica, del coro cittadino, dello sviluppo del Teatro Sociale e, soprattutto, del Liceo musicale, ora Conservatorio statale ‘F. A. Bonporti”.
Da quando Conservatorio, Coro, Orchestra e Banda sono diventate entità a sé stanti, la Società Filarmonica si è dedicata principalmente a fornire un’offerta di concerti al territorio concentrandosi, innanzitutto, su una Stagione dei Concerti riservata al repertorio cameristico: una stagione di altissimo livello, capace di richiamare in regione i massimi protagonisti della scena musicale nazionale e internazionale.


Proprio in questi giorni sta iniziando la nuova stagione dei concerti 2022, perché non ci date un’occhiata?

Si ringraziano il direttore d’orchestra Alessandro Arnoldo e il direttore artistico Antonio Carlini per averci accolti e guidati all’interno della sede della Filarmonica.

Quadro del noto pittore emiliano Luigi Casalis (Reggio Emilia 1805-1887), Lascito Gianferrari alla società Filarmonica
Immagine del progetto dell’arch. Paor tratta dal sito della Filarmonica

BIBLIOGRAFIA

Duecento anni di concerti (1795 – 1995), Società Filarmonica di Trento – sezione studi musicali trentini, 1995

CREDITI FOTOGRAFICI

Anna Valentini, 2021

Pubblicato da Federico Duca

Dopo essermi diplomato senza infamia e senza lode al liceo classico “G. Prati” di Trento, al momento studio Giurisprudenza all’università di Trento. Appassionato di storia locale e giornalismo, qui cerco di sviluppare le mie passioni tra un esame e l’altro.