La “domus magna” di Giovo

La gita di oggi ci porta in un luogo colorato dal manto autunnale: l’ocra, il verde e il giallo che si mescolano al fumo dei camini, ai ciclisti che affrettano gli ultimi giorni di bel tempo e dei contadini che finiscono di potare il vigneti, viti che danno colore alla vallata intorno a chiese o castelli medievali. La Val di Cembra si prepara all’inverno.

Piazza Cesare Battisti: memorie di un quartiere che non c’è più

L’attuale piazza Cesare Battisti venne ricavata fra il 1934 e il 1937 dalla distruzione di un intero quartiere solcato da due stradicciole chiamate fossati: Fossato del Teatro e Fossato San Simone. Ben 30 case demolite diedero spazio a questa piazza.

San Martino, la storia di un quartiere attraverso le sue cicatrici

Oggi intrappolato tra il rumore del traffico e il cemento, il quartiere di San Martino sembra ancora non riuscire ad accettare il fatto che la sua storia venga dimenticata. Della sua storia legata all’economia fluviale rimangono delle tracce: gli affreschi rinascimentali sulle facciate e la medievale Torre Verde.

Giardino dei Ciucioi, storia di un giardino unico in Europa

Per chi volesse andare al giardino Bortolotti, detto dei Ciucioi, consiglio di arrivarci dal quartiere di San Lazzaro. Se arrivate in macchina dal viale lungo l’Avisio, capirete il motivo. Il giardino sovrasta il paese, vi sarà impossibile non soffermarvici, ma state attenti se siete alla guida. Non è un caso che anche Giovanni Battista Unterveger, come noi, volle immortalare questa veduta (vedi sotto). Era probabilmente questo l’intento dell’autore di questo mirabolante giardino pensile: rapire l’attenzione dei forestieri.

Il Palazzo delle Poste

L’intonaco scuro e rovinato non lascia presagire un passato così ricco di storia e architettura, eppure è così, sotto quella pelle segnata dal tempo ci sono oltre cinque secoli di eventi: stiamo parlando del Palazzo delle Poste di Trento.

Dall’aeroporto di Gardolo il primo bombardamento a Milano

Con l’apertura del fronte con il Regno d’Italia, in molte zone dell’attuale Trentino furono approntati dall’Impero austro-ungarico diversi campi d’aviazione per proteggere il proprio spazio aereo dalle incursioni nemiche ed effettuare a loro volta attacchi dietro le prime linee italiane.